
I progetti, gli artisti e le opere
Nel 1991 il collettivo delle Legioni Nere entrò ufficialmente in attività. Si mosse nel buio, lontano dai riflettori, ma si avvicinò inevitabilmente agli ascoltatori più eclettici. Un fenomeno del genere, nella Francia dell’epoca, era totalmente inedito e chi voleva ascoltare del sano black metal non aveva alternative alla Scandinavia. Per questo, soprattutto a livello locale, gli appassionati trovarono pane per i loro denti e, col passare del tempo, le informazioni su di loro vennero a galla.
La cerchia ruotava attorno a 10 musicisti, tutti polistrumentisti e accomunati dalla stessa concezione musicale da seguire: un black metal cupo, profondo, viscerale e dal sound molto graffiante. Uno stile raw, in poche parole, che doveva rispecchiare l’animo di tutte le personalità della congrega.
La fitta collaborazione tra questi artisti fece nascere una band dietro l’altra con ulteriori side-project simili tra loro e, considerato il gran numero e la breve durata, descriverli uno per uno sarebbe superfluo. Basterebbe presentare, quindi, solo i progetti principali per comprendere la filosofia delle Legioni Nere, spiegando anche quali componenti, in particolare, abbiano assunto un ruolo chiave all’interno della cerchia.


N.B. I componenti elencati sono i più importanti e longevi. Coloro che hanno collaborato per poco tempo saranno citati nelle rispettive band
Il nome più noto è quello dei Mütiilation. Il progetto prende vita nel 1991 con Meyhna’ch (aka William Roussel) nel ruolo di chitarrista e cantante, David al basso e Jean-Luc alla batteria. Sebbene questi ultimi siano solo membri provvisori, contribuiscono alla realizzazione della prima demo Rites Through the Twilight of Hell del 1992, con una scarsa qualità di produzione e un’atmosfera cupa e caotica.
La band continua per la sua strada, registrando le altre due demo Satanist Styrken e Ceremony of the Black Cult nel 1993 e il profilo, lo stile musicale e le ideologie di Meyhna’ch attirano l’attenzione degli adepti delle Legioni Nere, che in poco tempo lo accolgono nella congrega diventando uno dei membri principali.

Emblematico è l’EP Hail Satanas We Are the Black Legions, dal titolo chiaramente celebrativo, che mostra in tutta la sua interezza l’indole dei “legionari”. Basta un rapido ascolto per capirlo: testi esplicitamente anticristiani, suono saturo e abrasivo e aggressività allo stato puro, il tutto riversato nei tre brani che compongono il disco.
L’ambiente della setta diventa presto ottimo per Meyhna’ch, che lo arricchisce con l’altro suo side-project Satanicum Tenebrae, al contrario di Jean-Luc che, sentendosi oppresso, abbandona tutto venendo etichettato come traditore.
Il mastermind, però, riesce a trovare subito due sostituti: Mørdrëd al basso e Krissagrazabeth (già presente nella cerchia con i Belathauzer) alla batteria, con cui registra il primo, storico full-length Vampires of Black Imperial Blood nel 1995, assieme ad un altro EP dal titolo Evil – The Gestalt of Abomination che, però, non sarà mai pubblicato ufficialmente.
Grazie a questa pietra miliare, i Mütiilation diventano una delle band di punta delle Legioni Nere, guadagnandosi il rispetto da parte di tutto il resto del collettivo. Ma si tratta solo di un momento di gloria passeggero.

Nel 1996 Meyhna’ch inizia a cadere nella tossicodipendenza da alcol e droghe, azioni contrarie ai codici della setta. Tutto ciò provoca non solo l’abbandono di Mørdrëd dalla band, ma anche il suo allontanamento definitivo dalle Legioni Nere.
Il musicista sparisce dai radar, ma nel 1999 pubblica il secondo album Remains of a Ruined, Dead, Cursed Soul, contenente brani ri-registrati dalle demo precedenti con una migliore produzione. Mütiilation, quindi, diventa un progetto solista, cambiando l’approccio stilistico verso sponde più melodiche: da qui nascono altri due EP New False Prophet (2000) e Destroy Your Life For Satan (2001), seguiti dal nuovo full-length Black Millennium (Grimly Reborn).
Negli anni successivi, Meyhna’ch scompare di nuovo dalle scene facendo credere al mondo intero di essersi addirittura suicidato, ma nel 2003 riappare all’improvviso con l’album Majestas Leprosus, sempre con canzoni in parte vecchie.
Anche qui il sound grezzo tipico dei vecchi Mütiilation è quasi svanito, proprio come nei due successivi Rattenkönig (2005) e Sorrow Galaxies (2007), gli ultimi full-length ufficiali del progetto che, dopo aver rilasciato uno split album con i Satanic Warmaster e i Drowning the Light, tramonta definitivamente nel 2017.

Se è vero che le Legioni Nere siano molto legate al nome dei Mütiilation, è altrettanto impossibile non far riferimento al leader indiscusso della congrega: Vordb Dréagvor Uèzréèvb. La sua firma, sia come solista, sia collaborando con i vari esponenti, è presente nella maggior parte dei progetti del collettivo.
Memorabile è Belkètre, duo fondato nel 1993 con Lord Aäkon Këëtrëh dopo aver sciolto gli altri due side-project Chapel of Ghouls (in riferimento all’omonimo titolo di un brano dei Morbid Angel) e Zelda, in cui lavoravano sempre in coppia. Registrano diverse demo tra il 1993 e il 1994, tra le quali si distingue Twilight of the Black Holocaust per il suo contenuto altamente grezzo e blasfemo.
La vita dei Belkètre, però, è di breve durata, dato che nel 1996 viene rilasciato l’EP della separazione: Ambre Zuèrkl Vuordhrévarhtre. Si tratta del lavoro più mastodontico della band (quasi 45 minuti) che mette in mostra le qualità dei due esperti musicisti: screaming strazianti, batteria al limite dell’orecchiabilità e riff che sembrano provenire dall’oltretomba, eseguiti in maniera ineccepibile malgrado la scarsa qualità dell’audio.
Il progetto, diventato solista, cessa di esistere nel 1997, salvo poi tornare attivo nel 2015 con l’uscita a sorpresa del nuovo EP Ryan Èvn-a, lavoro che, per quanto sia al passo con i tempi nella produzione e nel mixing, non rispecchia le classiche caratteristiche della corrente firmata “LLN“.

In tutto ciò, Vordb Dréagvor Uèzréèvb e Lord Aäkon Këëtrëh portano avanti un’altra band parallela ai Belkètre che, assieme ad essi, si impone tra le più importanti: i Torgeist. In questo caso il nucleo non è composto da 2 componenti, bensì da 4: alla seconda chitarra, infatti, troviamo Lord Beleth’Rim, mentre alla batteria A Dark Soul, membro stabile delle Legioni Nere, ma quasi mai presente negli altri progetti.
Solo in questa sede dà il suo contributo, e la sua impronta si sente eccome: le ritmiche sfrenate e diaboliche sono la struttura portante dei due lavori Devoted to Satan (1994) e Time of Sabbath (1995), demo molto somiglianti nella sostanza, ma leggermente diverse nella forma, soprattutto per ciò che riguarda la seconda che risulta più violenta e curata.
I Torgeist non durano a lungo, perché tutti i membri, dopo due anni pieni, decidono di separarsi per concentrarsi in altri acts. Lord Aäkon Këëtrëh riprende l’attività con la sua omonima one-man band Aäkon Këëtrëh, realizzando tre demo più vicine alla dark ambient: Journey into the Depths of Night (1995), Dans la forêt… (1996) e The Dark Winter (1997).
Anche Lord Beleth’Rim sceglie le atmosfere più cupe e malsane nel suo moniker solista Amaka Hahina, con un totale di 3 demo (Demetria, Elsia Keth e Seream Iarkham Beleth’Rim) e un album (Aheah Saergathan!), vantando una collaborazione anche con Torture, altro side-project.
Vordb Dréagvor Uèzréèvb decide di rimanere fedele al concetto di violenza sonora, lasciandosi andare anche lui a un sound più verso la dark ambient/ritual con annesso l’uso del gloatre. Due dei suoi acts solisti, non a caso, sono scritti proprio nel suo idioma: Brenoritvrezorkre e Dvnaèbkre, dal numero totale di 5 demo (4 per il primo e una per il secondo) riconoscibili proprio dal bilanciamento tra il black metal marcio e un sound più d’atmosfera.
Un altro suo progetto solista importante è Moëvöt che, invece, si immerge decisamente in sponde più ambient: la prima demo Abgzvoryathre (1993) ne è un esempio, ma lo sono anche le più recenti Unter dem Marmor e Voarmtrèb vzaéurvbtraya, entrambe uscite nel 2019.
Per ciò che riguarda, invece, le collaborazioni con gli altri suoi colleghi, un act che viene in mente è Vagézaryavtre, formato con Meyhna’ch, che conta una sola demo sempre in bilico tra le due formule citate. Ma l’elenco non finisce qui, perché mancano all’appello diversi progetti (che verranno menzionati in seguito) fondati con due dei membri più importanti delle Legioni Nere.

Le menti in questione sono Worlok Drakksteim e Wlad Drakksteim, che si sono distinti per la loro totale adesione alle ideologie della setta sostenendo tutto ciò che sia il più vicino possibile al satanismo, alla guerra e alla depressione. E in quale occasione potevano esprimersi al meglio se non con una band?
Ai due, infatti, va il merito di aver fondato uno degli acts più rappresentativi della cerchia, ovvero i Vlad Tepes. Il nome si rifà a Vlad III principe di Valacchia, conosciuto come uno dei sovrani più violenti e sanguinari della storia e per aver ispirato il personaggio del vampiro Dracula ideato da Bram Stoker.
Una scelta perfetta per l’animo musicale del progetto che diventa in poco tempo fondamentale: tra il 1993 e il 1996 producono ben 12 demo, tra cui si ricordano particolarmente la prima Winter ’93 (1993) con Nifleim alla batteria, War Funeral March (1994) e The Return of the Unweeping (1995), seguite da altri due split, March to the Black Holocaust e Black Legions Metal, realizzati rispettivamente con Belkètre e Torgeist.
E, anche qui, non c’è da aspettarsi niente di leggero: atmosfere angoscianti, chitarre abrasive e screaming esasperato, proprio come da tradizione.
Ben presto, anche i Vlad Tepes si sciolgono, consegnando agli archivi delle Legioni Nere e dell’intero black metal una miriade di pietre miliari.
Ma anche i Drakksteim non si sono limitati ad una sola band e la loro firma la si legge in altri progetti: Dzlvarv è uno di questi, sebbene sia il più povero a livello di produzioni, così come Mogoutre e Vèrmyapre Kommando, che si differenzia con due demo a lungo minutaggio.
Importanti, inoltre, sono anche le collaborazioni con Vordb Dréagvor Uèzréèvb che, come già anticipato, sono rimaste ben impresse in questa scena musicale: i Black Murder con un totale di 3 demo e i Seviss con il tape Et pleure le bâtard…; in più si ricorda un altro side-project di nome Vzaéurvbtre che vede la cooperazione tra Vordb e il solo Wlad.
La fine delle Legioni Nere
Le Legioni Nere non avevano nessuno scopo in particolare, se non quello di esprimersi con la propria musica e le propria filosofia, cosa che, in fin dei conti, era comune anche alle altre fazioni musicali che si conoscano. Ma il caso di questa micro scena francese era piuttosto unico.
Prendiamo ad esempio l’Inner Circle norvegese: il motivo della sua esistenza era lo stesso della congrega di Brest, ma i componenti che lo formavano erano decisamente diversi, con personalità così differenti che, molte volte, sfociavano nella follia. In poco tempo, infatti, tutti vennero a sapere l’identità di Burzum, di Euronymous, di Faust e di tutti gli altri, soprattutto per i fatti di cronaca nera che hanno attirato l’interesse dell’opinione pubblica.
Eppure tutte le band affiliate come Carpathian Forest, Ancient, Taake e Gehenna hanno continuato per la loro strada facendosi portabandiera di quello che viene definito il True Norwegian Black Metal. Anche la scena svedese e finlandese hanno avuto quasi la stessa sorte: gruppi come Dark Funeral, Watain e Lord Belial hanno sempre portato avanti, nel bene o nel male, il loro status di leader di una corrente musicale, così come Horna, Impaled Nazarene e Black Crucifixion che, ancora oggi, primeggiano tra i loro connazionali.
Cosa ci sarà di negativo in tutto ciò? Niente, perché è grazie a band come queste se il black metal sia un genere che ancora vive e produce schiere di musicisti sempre più sorprendenti, ma sono aspetti che nessuno può legare alle Legioni Nere.
La congrega non è mai nata per diventare famosa o per tramandare una tradizione, ma anzi, per fare esattamente l’opposto, e questo lo si comprende da tanti fattori. I componenti (fatta eccezione di Meyhna’ch) non hanno mai rivelato i propri veri nomi, rimanendo il più possibile nell’anonimato.
Cosa che, inevitabilmente, si riversò anche sul resto delle loro scelte e dei loro codici: il non dover creare azioni estreme generate da uso di droghe o da comportamenti scelerati doveva preservare ulteriormente il loro profilo, senza essere messo a paragone con altri musicisti.
La differenza con le altre scene, inoltre, la fa anche il numero degli artisti coinvolti: solo 10, in confronto al centinaio (approssimativo) delle altre fazioni, tutti con la stessa indole e uniti in più acts che, però, arrivarono alla fine in meno di un decennio.

Belkètre, Moëvöt e Mütiilation sono gli unici ad essere stati attivi oltre il 2002
Il 1997 viene riconosciuto come l’anno dello scioglimento delle Legioni Nere, perché la maggior parte dei progetti cessò di esistere. Nessuno saprà mai le ragioni precise, ma le si possono ricollegare proprio nell’attitudine dei membri. Se è vero che l’unione fa la forza, è altrettanto evidente che nell’animo di ogni artista c’era un qualcosa di più che li spingeva ad essere fermi sulle loro posizioni.
In un’intervista di Kill Yourself Magazine del 1995, Wlad Drakksteim si fa portavoce del movimento chiarendo, con risposte mirate, l’atteggiamento delle Legioni Nere nei confronti del mondo, musicale e non. E i particolari che ne vengono fuori sono scontati: nessuna band norvegese o finlandese poteva essere accostata agli acts francesi, poiché, a detta di Wlad, le scene degli altri paesi erano pura apparenza, mettendo in mostra una falsa natura del black metal.
Il genere, infatti, doveva essere utilizzato per far venire fuori il carattere fiero di tutti i membri legati dal culto di Satana e dall’odio profondo verso l’umanità. E non è un caso che lavori come March to the Black Holocaust siano titolati così.
“Il black metal è odio, veleno, depressione… è tutto ciò che distrugge l’essere umano”, afferma Wlad nell’intervista, sottolineando spesso che quel che avviene al di fuori della loro cerchia non gli interessi. Fu questo, probabilmente, uno dei motivi dello scioglimento del collettivo: non aveva senso portare avanti un progetto musicale senza voler avere fan o ascoltatori, ma lo si doveva mantenere per esprimere le proprie ideologie che dovevano rimanere nei confini della cerchia, magari per principio o solo per senso di appartenenza.

Ad oggi si possono fare solo delle ipotesi riguardo la loro separazione, ma una cosa è certa: le Legioni Nere sono state una realtà solida e ben definita che ha avuto modo di dire la sua proprio agli albori del black metal.
Sebbene in Francia nacquero band come Seigneur Voland, Blessed in Sin, Osculum Infame, Sacrificia Mortuorum, Peste Noire e Deathspell Omega che formeranno definitivamente la scena nazionale, nessun’altra cerchia o movimento sarà in grado di eguagliare l’importanza dei “legionari”.
Potranno essersi isolati dal resto dei propri colleghi, potranno anche aver tramandato relativamente poche opere, ma su un aspetto non c’è alcun dubbio: se oggi esiste il black metal “made in France”, tutto è partito da 3 lettere. LLN.


Lascia un commento